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Tavolo Permanente del Lavoro e dello Sviluppo

                                                            Segnaliamo un interessante convegno:

Giovedì 23 febbraio 2012 alle ore 18.00, presso l’Aula Consiliare del Comune di Lentini, si svolgerà un’assemblea con la partecipazione del Tavolo Permanente del Lavoro e dello Sviluppo della Provincia di Siracusa, per discutere della situazione socioeconomica del territorio, presieduta dal Sindaco Alfio Mangiameli. Sarà presente il Presidente della CCIAA, Ivan lo Bello. Tutti gli imprenditori e i cittadini sono invitati a partecipare.

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2012 in Uncategorized

 

Operazione della GdiF

Le indagini condotte dal Comando della Guardia di Finanza di Augusta e Lentini hanno portato al cospetto alcuni straordinari reperti archeologici appartenenti al patrimonio culturale lentinese. Erano stati scavati illegalmente in comprensori nostrani ed il loro valore storico è inestimabile. Tra le opere recuperate, vi sono due monete del V sec. a.C. , copertura di una pisside ed altre ceramiche acrome e non. Erano stati trovati e poi esportati illecitamente dal sito, finendo oggetto di indagini nel contesto del procedimento penale a carico di un trafficante locale. I beni erano stati trovati presso l’abitazione del presunto tombarolo carlentinese. La notizia del ritrovamento della G.d.F., che rappresenta un genuino gesto di rispetto per la cittadinanza, è stata già riportata sulla stampa locale per l’ampia diffusione tra la comunità, proprio al fine di invogliare altri a riconsegnare gli eventuali oggetti archeologici che illegalmente vengono esportati dal sito di ritrovamento. Purtroppo non tutte le zone archeologiche possono essere sorvegliate ventiquattr’ore al giorno, specie se l’area in questione è la nostra cara Leontìnoi. I lavoratori notturni sono i cosiddetti tombaroli, come uno chiama quei ladri d’arte che saccheggiano le antiche tombe; una “professione” ancora di moda in Italia. Bisogna intervenire rapidamente dal punto di vista legislativo, questa un’alternativa valida per fermare chi trafuga reperti archeologici. E’ indecoroso fare ancora dell’Italia un fornitore mondiale di opere d’arte nel traffico illecito .

 
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Pubblicato da su 18 febbraio 2012 in Notizie e politica

 

SanValentino in poesia – anno XV

Lentini ha la necessità  ed allo stesso tempo il compito di ribadire costantemente, attraverso eventi culturali di alto profilo, il suo animo di città propositiva e partecipe della contemporaneità. E’ questo il senso del supporto ad un evento, divenuto oramai storico, come il SanValentino in poesia. Le opere che sono state esposte, non solo hanno messo a nudo la sensibilità di molti concittadini, ma portano con sé inevitabilmente anche i semi del futuro, come sempre accade rendendo accessibili le opere di poeti, principianti e non, di tale perizia. La poesia, linguaggio composto, intellettuale ed immaginario ma allo stesso tempo popolare e di grande impatto, infatti ben si presta a  svolgere tale funzione di stimolo presso la cittadinanza. La nostra Città nella storia, si è costituita come protagonista nazionale del mondo della poetica e delle arti, e questo evento, che ritorna grazie ad uno straordinario Guglielmo Tocco padre dell’iniziativa, si inserisce nel contesto e vuole essere non un punto d’arrivo, ma l’ennesimo anello di una catena di proposte culturali stimolanti, in grado di attirare visitatori e di far nascere nuove discussioni ed occasioni di confronto in Città.

Lentini come l’Italia hanno assoluto bisogno di riscoprire la propria capacità di parlare a se stessi, come spesso è accaduto nella storia. E la poesia , linguaggi antichi e non, con il proprio carattere di tradizione in grado di rinnovarsi costantemente, è sicuramente capace di indicarci la direzione verso cui volgere il nostro sguardo.

Giorgio Franco 
 
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Pubblicato da su 14 febbraio 2012 in Uncategorized

 

Noi +10

Noi + 10, questo il nome del concorso che così si presenta nel regolamento, «si rivolge ai giovani della seconda generazione, ovvero a quei ragazzi e ragazze, figli di immigrati e rifugiati, che sono nati e/o cresciuti in Italia, e che qui hanno cominciato il proprio percorso scolastico nella scuola dell’obbligo. Ragazzi e ragazze che parlano perfettamente l’italiano, si sentono italiani e desiderano essere riconosciuti come tali».
Per partecipare è necessario realizzare video, testi, materiali fotografici o audio che raccontino come i “nuovi italiani” si immaginano da qui a dieci anni: «Come sarà il loro futuro? Quale la loro professione? Come sarà il Paese in cui realizzeranno i loro progetti?». Il materiale può essere realizzato da uno o più autori e non ci sono limiti di età. C’è tempo fino al 29 febbraio per inviare gli elaborati attraverso i seguenti canali:
indirizzo email noipiudieci@istat.it , sms al numero 340 1047473, wetransfer.com per i file superiori a 10 mega indicando come indirizzo del destinatario noipiudieci@istat.it.

Gli elaborati giudicati idonei saranno pubblicati sul canale YouTube del Censimento e tramite i canali in rete di Rete G2 – Seconde Generazioni.

http://www.secondegenerazioni.it/2012/01/12/comunicato-stampa-al-via-noi10-l’iniziativa-culturale-a-corollario-del-censimento-promossa-da-istat-e-rete-g2-–-seconde-generazioni/

 
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Pubblicato da su 13 febbraio 2012 in Uncategorized

 

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“Agata è per sempre”

Vasto ed originale l’allestimento artistico-devozionale della mostra “Agata è per sempre”; presente nel Museo Diocesano di Catania e realizzato dall’Accademia di Belle Arti, ha mostrato un’identità inestimabile composta da un insieme di vesti, abiti per onorare al meglio l’appuntamento catanese con Agata, santa patrona della città etnea. Un lungo e sapiente lavoro manuale di intreccio di fili di seta policroma e ricami in oro e argento riccio e ritorto, opera di utopici artisti che hanno inventato, trascinati dalle molteplici energie di Liliana Nigro. Frutto di ingegno, “l’evento nel grande evento”, realizzato per colpire emotivamente, con tutta la cura e l’attenzione che si deve a questo “modo d’essere del popolo catanese” carico di significato culturale, sacralizzato dal fine. L’impiego di questa creatività arriva anche da cittadini-studenti di altri comuni, vicini al centro etneo emotivamente, culturalmente e creativamente. Preziosi punti di vista, abiti poveri a volte, privi di ornamento e ricchi di significato, legati a ricordi e caratteristiche originali. La rarità del manufatto, la facilità che si ha nel colpire è data sopratutto dall’utilizzo di queste e dai colori di fondo scelti ed applicati.
Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è, stralciare la continuità del tempo per connettersi al sacro. 

Giorgio Franco
 
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Pubblicato da su 6 febbraio 2012 in Intrattenimento

 

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Caravaggio in cucina


Rettangoli di genuina realtà che rivelano “sapori dal mondo”. Vari aspetti che non vogliono rinunciare al piacere della raffigurazione del gusto. La mostra fotografica di Renato Marcialis, “Caravaggio in cucina”, propone numerose stampe a colori di scatti in cui vengono mescolati armonicamente gusti, luci ed ombre. Fotografia, pittura e grafica, storicamente molto legate tra loro, s’incontrano felicemente grazie alla perizia dell’autore, dando vita ad opere inedite e singolari.

Opere che richiamano l’attenzione degli spettatori recatisi in questi giorni presso l’Ex Monastero dei Benedettini di Catania, sede in cui è stata ambientata la Mostra dal 7 al 29 Gennaio, in collaborazione  con il Centro Arti Visive SIKANIE.
Renato Marcialis reinterpreta frutti, spezie, ortaggi, accentuando così i volumi dei soggetti che escono improvvisamente dal buio della scena. Vengono proposti brillanti chicchi d’uva, piccole zucche ed invitanti arance. Ritratti intensi, arricchiti da ulteriori suggestioni.
Tremolano bilance colme di merluzzo ornate da pesi e stoffe, frutti dai colori vivaci e fantasiosi effetti luce, sovrapposizioni di panni ed alimenti da un guizzante intuito nell’abbinare. A volte tutto sembra rischiarato da qualche ricordo ed è difficile fare distinzione tra i colori, i sapori e i profumi reali e quelli della mente, visti un tempo con più attenzione, immortalati dentro. Anche i colori mutati in tinte forti rendono misteriosi gli sfondi quasi sempre scuri su cui prevalgono i neri, questo per sprigionare calde tonalità, d’altro canto il colore non è tutto, ma il fondamento di tutto.
Renato Marcialis  non pare per niente intimidito dai prodigi tecnologici dell’industria fotografica e anzi si esprime attraverso un linguaggio che sembra voler riproporre e sottolineare l’importanza del lavoro artigianale nella fotografia.

 Giorgio Franco

  
 
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Pubblicato da su 25 gennaio 2012 in Intrattenimento

 

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ESPOSIZIONE COLLETTIVA al femminile


Vetlana Smyshlyayeva
e Cristina Vincenzi due personalità artistiche inedite nel siracusano; affascinanti, l’una per la natura felina con cui si esprime, una tensione verso la libertà, sublimata negli sguardi; l’altra nel saper trasmettere una materializzazione delle opere, respirano della trasparenza dell’aria e della dolcezza dei colori chiari che predilige. Protagoniste di un’esposizione curata presso l’Archivio Storico Comunale di Lentini (Sr), in mostra dal 7 al 15 Gennaio. Un’iniziativa in piena sinergia con la Provincia Regionale di Siracusa e la Città di Lentini, con il tema della sua ricerca artistica caratterizzata dai soggetti rappresentati, dalle figure umane agli animali, che sembrano racchiudere in sé elementi propri della natura. Divinità ancestrali, dalla postura ieratica e solenne.

Una pittura immediata e allo stesso tempo sapiente, che volge sguardo alle condizioni dell’animo. Ennesima mostra a Lentini, qui la sala de l’Archivio Storico Comunale rende omaggio a queste due artiste con una dedica alla produzione della maturità. Ad accogliere il visitatore è una suggestiva sequenza di ritratti, opere nelle quali le figure si fondono con l‘atmosfera sfavillante di pennellate di colore puro o sembrano assorbite da un gioco di riflessi. In queste composizioni, da cui è considerata la presenza umana, i colori vivaci e la natura evocano una polifonia di forme e colori e profumi. L’esposizione s’apre e chiude nello stesso ambiente, non bisogna spendere molte energie, ma non basta un colpo d’occhio. E come il grande Monet,  Vetlana Smyshlyayeva e Cristina Vincenzi trovano nella propria passione una fonte inesauribile di spunti per tradurre sulla tela la lezione di essenzialità e lirismo appresa nel tempo.

                                                                                                                                                                                    Giorgio Franco
 
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Pubblicato da su 13 gennaio 2012 in Intrattenimento

 

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“Qui fu Lentini” nel 1693.

- Leontini ed il Terremoto del 9 -11 Gennaio 1693

Nella Lentini del XVII secolo il  terribile terremoto del 1693 non fa che dare incito a un processo di atto, determinando un recupero che ha sapore di una “rifondazione” avvenuta a metà. La rinascita, a dire il vero, coinvolge tutta la Val di Noto, ma a Lentini assume negativamente un valore singolare; in nessun altro centro abitato la ricostruzione avviene con la stessa abnegazione degli abitanti lentinesi. Lieve il coinvolgimento dei ceti sociali. Con l’arrivo del Duca di Camastra ed appresi i danni subiti, iniziò il febbrile processo di ricostruzione. La popolazione sopravvissuta avea in merito opinioni diverse. Secondo alcuni bisognava ricostruire sul vecchio sito, altri credevano opportuno riedificare altrove. Ciò rievidenzia quanto fosse disgrecato il tessuto sociale, propabilmente ripercussione della precedente crisi economica su cui versava la cittadinanza. Il Duca, a seguito di vari dibattiti con la popolazione, incaricò l’architetto Angelo Italia, di scegliere un un nuovo sito e di progettare la pianta di Città. Fu localizzato Poggio San Pietro ( secondo alcune ipotesi attuale sede del nuovo ospedale), esso rispondeva alle due necessità vincolanti: non distava nè dal Bevaio nè dal caricatore di Agnone, poichè influenzavano l’economia cittadina, seppur v’erano altri aspetti collaterali. In realtà la civitas Leontina si confermerà fonte di problemi per le autorità preposte, così tra malcontenti ed interessi baronali, il progetto di Don Angelo Italia non fu realizzato .  Nel 1696, dopo ulteriori dibattiti e pressioni, il Senato di Lentini chiese al Tribunale del Regio Patrimonio di abbandonare il poggio San Pietro e ritornare nel sito della vecchia città. La dolorosa lotta sulla scelta del luogo ritardò la reedificazione di Lentini e fino al 1703 molti Lentinesi abitavano ancora nelle grotte e nelle capanne di tavole. Una Città totalmente distrutta; causa di un aumento demografico di oltre 500 abitanti nell’interesse di Carlentini, Sortino ed altri centri limitrofi.

Il quadro, per colui che immagina i fatti, è una creatura che possiede un anima ed una voce, tali da trasmettere delle verità e delle emozioni. Ogni fonte ha ben racchiuso in sé un messaggio che l’autore spera possa giungere al visitatore. Il 1700 è uno dei secoli più floridi per l’arte raffigurativa siciliana; siamo precisamente in pieno Rinascimento, periodo ricco di canoni di bellezza estetica. Migliaia le opere che furono realizzate, specie nella Sicilia Orientale, quella sfregiata dal terremoto. Del terremoto  esistono testimonianze storiche, pertanto con l’ausilio di alcuni testi e delle analisi storiche presso gli archivi, si è potuto riformare buona parte dei fatti d’epoca.
Lentini veniva da un ventennio di decadenza, una società cittadina che dall’apice arriva fino al cuore della sua anima popolare, nel mescolare eventi disastrosi ed invenzioni per sopravvivere, non dimentica mai di mantenersi dentro la storia, ben documentata dalle Clarisse, dal Senato cittadino e da altri ordini religiosi e non.
Nel caso “Lentini 1693″ è chiaro parlare di radicale ricostruzione, ma con formule e caratteri che ne restituiscono una storia a sé stante, unica. Anche se la ricostruzione avvenne nel segno del recupero dei materiali residui, come nel caso dell’Ex Cattedrale di Sant’Alfio e Santa Maria La Cava. Quest’ultima, mai completata, tutt’oggi si erge nel cuore del centro lentinese. Il Duomo e la piazza costituiscono, in effetti, il nucleo principale attorno a cui venne organizzato e pianificato sregolatamente il processo di recupero cittadino a seguito del sisma. Ancora una volta, a dispetto dell’affranto destino la città risorse,
forse grazie alla tenacia dei suoi abitanti, forse al generoso dispendio da parte delle aristocrazie del tempo.
E’ naturale divenire affascinati da queste vicende, immaginare come potessero essere  quelle figure che popolavano la città: contadini, nobili, rivoluzionari, laici o ecclesiastici. Quali i loro stili di vita, quali i discorsi ed i pensieri che guidavano le loro scelte. Ricrearli con la memoria per prolungarne l’esistenza è un buon alibi per scrivere e narrare in continuazione i fatti. Città orientali della sicilia che come Lentini, sono  riuscite tuttavia a trovare la forza di scrollarsi di dosso le macerie e di rinascere, un’impresa da menzionare nel tempo, uno stimolo per costruire il futuro.                                                                                   

Giorgio Franco


 Bibliografia

  • Salvatore Nicolosi, Apocalisse in Sicilia, Il terremoto del 1693, Catania, Tringale;
  • Sebastiano Pisano Baudo, La Città Carleontina 1981 Tipografia S.Scolari Lentini pag. 73 – 77;
  • G.A. Massa, La Sicilia in prospettiva Palermo 1709;
  • G. Gangi, Il Barocco della Sicilia orientale, Roma, 1964, pag.10 – 14;
  • A.S.C.L.   XV 1 3 ; 
  • Francesco Valenti, Et Nomine et Armis, Pubblisicula 2008 pag. 118 – 122;
  • Sebastiano Pisano Baudo, Storia di Lentini antica e moderna, 1969.
 
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Pubblicato da su 8 gennaio 2012 in Notizie e politica

 

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Lentini: la Storia, i Luoghi e la Memoria.

Un ballo lungo una vita, un souvenir firmato Giuseppe Brancato, Giorgio Franco e Luciano Nocita, un docufilm che narra parte del patrimonio artistico – culturale della Città di Lentini (Sr), realizzato per dare rilancio all’ambito del turismo. Esplorare il mondo delle cittadine siciliane, lasciandosi ammaliare dalle atmosfere romantiche, dalla passione, dalla forza e dall’aggressività che un paesaggio simile sviluppa. Creare rapporti e tensioni sociali grazie all’arte ed alla storia, riscoprire se stessi e mettersi alla prova sono solo alcune delle esperienze che questo docufilm vi mostrerà.

Clicca qui>>
http://www.youtube.com/watch?v=di1U9Effpc4&list=PL98E27F8100B5C1ED&feature=plpp_play_all

Lentini: la Storia, i Luoghi e la Memoria.

Un viaggio nel tempo alla scoperta delle antiche e più recenti radici della Città Siciliana. Accostandosi con rispetto e curiosità al proprio patrimonio culturale e territoriale. Interpretare le testimonianze presenti sul territorio lentinese. Il percorso porta a conoscere la storia e l’arte di Lentini (Sr) attraverso la visita dei luoghi più significativi dal punto di vista artistico, storico e urbanistico. Un itinerario storico artistico che si snoda dal centro storico della città toccando i luoghi più significativi: il Castrum Vetus, Chiesa della Santissima Trinità, Il Duomo, le Grotte del Crocifisso ed altre mete archeologiche.

 Tutti i diritti riservati © copyright  

regia, grafica, riprese e montaggio di Giuseppe Brancato
ricerche, guide, indagini e testi di Giorgio Franco approfondimento ed analisi di Luciano Nocita

 Aggiornato il 18 Gennaio 2012
 
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Pubblicato da su 26 dicembre 2011 in Intrattenimento, Viaggi

 

Calo Demografico

In tempi di censimento, non è fuori luogo ragionare di demografia. Prendendo da esempio un territorio come quello Lentinese, da tempo soggetto a culle sempre più vuote ed anziani che superano ormai numericamente i giovani. ”Un lento suicidio demografico”, una fotografia impietosa ed inquietante della situazione attuale, che però non deve indurre al pessimismo, ma anzi spingere a prendere misure più adeguate per evitare il disastro annunciato . Partiamo innanzitutto dai numeri.
Attualmente nel nostro territorio si contano 24019 abitanti a Lentini, circa 17590 a Carlentini e ben  8586 presso contrada Santuzzi (Carlentini Nord), per un totale di 50195. Nascono circa 600 bambini all’anno, con una media di 1,4 figli per donna.

Antonio Golini noto demografo italiano ha fatto notare che ” l’Italia è gravata non solo dal debito pubblico, ma anche da quello demografico, che sarà molto più difficile da saldare “. In Città è necessario resettare gli ostacoli che sterilizzano la famiglia. E’ in gioco il futuro. Non regge l’equazione “più consumo e meno figli” quanto piuttosto quella culturalmente opposta, “meno individualismo e più famiglia”.
Quindi il primo nodo è cultural, prima che economico. La cultura italiana fa vedere i figli come un peso, un costo e non come una risorsa futura; si tratta di una povertà culturale e morale, per cui il nemico culturale da battere di conseguenza diventa l’individualismo. Una speranza viene dalla perdurante solidarietà dimostrata di alcuni individui, ciò ci distingua dalla realtà straniera. Si tratta di concretizzare nel mettere al mondo e nella società una generazione “migliore” evitando gli errori commessi in passato, puntando sulla qualità sociale del domani.

 
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Pubblicato da su 20 dicembre 2011 in Notizie e politica, Salute e Benessere

 
 
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